Dietro la casa c’era un giardino piccolo, con un vaso di basilico, due margherite e una fila di pietre tiepide.
Aurora voleva chiedere al giardino tutti i suoi segreti.
«Prima guardiamo» disse Nando.
Così si sedettero vicini. Guardarono una formichina portare una briciola. Guardarono una foglia muoversi con il vento. Guardarono una lucciola accendersi e spegnersi, come se respirasse.
Il giardino non parlava con parole grandi. Parlava piano: fruscio, tic, plin, profumo.
Aurora mise le mani sulle ginocchia e ascoltò.
Dopo un po’, una margherita si piegò appena verso di lei. Sembrava dire: «Grazie per non avermi tirata».
Nando sorrise. «Vedi? A volte il mondo ci racconta di più quando noi facciamo silenzio».
Aurora chiuse gli occhi. Nel suo sogno, il giardino continuò a parlare piano.
